Amor…da Rousseau a Fontana, 26 settembre – 31 ottobre 2015

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L’amore, visto nelle sue molteplici sfaccettature, è l’argomento della mostra che la Galleria d’Arte Frediano Farsetti presenterà dal 26 settembre al 31 ottobre 2015, con una selezione di opere di notevole importanza storica e artistica dei maggiori artisti italiani e stranieri.
Robert Indiana: AMOR
Il titolo dell’esposizione richiama immediatamente la famosa scultura di Robert Indiana, Amor, realizzata nel 1998. Nel 1964 l’artista statunitense (il cui vero nome è Robert Clark) aveva disegnato una cartolina natalizia, per il Museum of Modern Art di New York, con la parola LOVE, a lettere maiuscole, disposte in un quadrato con la lettera O inclinata. Nel 1970 Indiana utilizzò lo stesso schema ed eseguì la prima scultura, ora esposta all’Indianapolis Museum of Art: l’opera ebbe uno straordinario successo e fu replicata numerose volte. Ci furono inoltre moltissime imitazioni, dai poster alle Tshirt, dalle pubblicità alle copertine di libri e dischi, che l’artista tentò di combattere legalmente, per tutelare i propri diritti. Nel 1973 le poste degli Stati Uniti le dedicarono un francobollo celebrativo da otto centesimi. Nel 1998 è la volta della versione latina (o spagnola) AMOR, che è diventata anch’essa un’immagine estremamente popolare, un vero e proprio simbolo non solo dell’arte, ma della cultura contemporanea.

Henri Rousseau: La charmeuse de serpents
Da una prestigiosa collezione privata milanese proviene questo capolavoro di Henri Rousseau, detto Il Doganiere: si tratta di una versione più piccola, con minime varianti, di quella esposta nel 1907 al Salon des Indépendants di Parigi, ed ora conservata al Museo d’Orsay. La composizione venne commissionata dalla madre di Robert Delaunay, che suggerì il soggetto mentre raccontava ai suoi ospiti (tra cui lo stesso Rousseau), i particolari di un suo viaggio in India. La scena è ambientata in una foresta tropicale lussureggiante e fantastica e al tempo stesso enigmatica ed inquietante, tanto da essere considerata anticipatrice e ispiratrice delle particolari atmosfere dei quadri surrealisti. Protagonista di questa tela è una Eva nera, che invece di essere tentata dal serpente (secondo la tradizione biblica), lo incanta e lo riduce in suo potere grazie al potere magico della musica. Un secondo riferimento è il mito di Orfeo, che allude ad un originario stato naturale di felicità e armoniosa convivenza tra uomini e animali in una natura pura e incontaminata.

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René Magritte, L’ile au trésor, 1942-43, olio su tela, cm 60×81

René Magritte: L’île au trésor
Il percorso espositivo si sforza di fornire allo spettatore una molteplice varietà di spunti di riflessione, sollecitando le sue capacità di osservazione e di analisi. Ne è un ottimo esempio L’île au trésor di René Magritte. La scena è ambientata su uno sperone roccioso, a picco sul mare, a cui fa riferimento il titolo. Qui le foglie di un cespuglio si stanno miracolosamente trasformando in volatili, forse a testimoniare la forza dell’amore, che trasforma gli elementi inerti della natura in esseri pieni di vita, sensazioni e sentimenti. Probabilmente, sembra suggerirci l’artista, è proprio l’amore il tesoro che quest’isola misteriosa custodisce e protegge.

Giorgio De Chirico: Cavalli e rovine in riva al mare
Una chiave di lettura analoga può essere utilizzata per interpretare correttamente la splendida tela di Giorgio De Chirico, eseguita nel 1927. Lo sguardo di complice intesa dei due cavalli affiancati, in riva al mare, tra i resti di antichi templi, ci induce a riflettere sulla complessa rete di sentimenti che talvolta lega gli esseri umani e determina il loro comportamento e le loro scelte esistenziali.

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Marc Chagall, La mère à la robe rouge, 1965-68, olio su tela, cm 36×46

Maternità
Al tema della maternità è dedicata una delle opere più ricche e affascinanti, la tenerissima La mère à la robe rouge, di Marc Chagall. Il colore rosso dell’abito della donna si collega idealmente al grande sole che illumina la scena, simbolo di energia, calore e vita. La mamma abbraccia dolcemente il suo bambino, per proteggerlo dai pericoli e dai mali della vita e nello stesso tempo lo nutre per fortificarlo e dargli il coraggio di affrontali.

Pablo Picasso: Paysage de Cormeilles – en – Parisis
In altre opere il tema dell’amore non è immediatamente evidente, ma è evocato, come ad esempio nel Paysage de Cormeilles – en –Parisis, la tela dipinta da Pablo Picasso il 28 giugno 1933. In quel periodo l’artista iberico si trovava nel suo rifugio di campagna, il castello di Boisgeloup, che aveva acquistato tre anni prima. Qui dipinse alcuni dei suoi capolavori, ispirato dalla presenza della sua amante, Marie-Thérèse Walter. In questo quadro, dai toni fiabeschi, Picasso ha voluto raffigurare un nido d’amore, rifugio dei due amanti, immerso in un bosco fantastico, poetico e romantico. Nello stesso giorno in cui ha eseguito questo paesaggio, Picasso ha dipinto altre due opere, Femme endormie e Minotaure et nu (Le viol), a dimostrazione della straordinaria energia interiore che l’artista ricavava dall’amore della sua nuova amata.

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Enrico Baj, Due personaggi, 1963, olio e collage su tela, cm 92,5×112,2

Amor sacro e amore profano
Ricordiamo infine, Nudo sdraiato (nello studio) o Ragazza, di Felice Casorati, dai toni malinconici e introspettivi, Scultore e modella di Mario Sironi, le Bagnanti di Massimo Campigli, dalle atmosfere sospese e rarefatte, i Due personaggi di Enrico Baj, divertenti e scanzonati, La romantica di Carlo Carrà o la conturbante Moana allo specchio, di Mimmo Rotella, in ricordo della giovane attrice, morta a soli 33 anni.